Intesa tra Consulenti del Lavoro e Revisori Legali sulla Formazione Interprofessionale


Professionisti: siglato a Roma Protocollo di Intesa tra la Fondazione Studi CdL e l’Istituto Nazionale dei Revisori Legali

 

Sul sito internet dei Consulenti del Lavoro viene comunicato che è stato siglato un Protocollo di Intesa tra la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e l’Istituto Nazionale dei Revisori Legali (INRL).
L’obiettivo è quello di avviare una collaborazione sinergica nella Formazione continua obbligatoria di entrambe le categorie professionali che arriverà a concretizzarsi tramite la realizzazione di eventi, corsi formativi e lezioni finalizzati all’aggiornamento professionale dei Consulenti del Lavoro e dei Revisori Legali.

Doppia Formazione nelle materie comuni? Non più necessaria

Nella convenzione è stabilito che non si é tenuti a svolgere la doppia formazione continua obbligatoria nelle materie comuni e lo si potrà fare anche tramite i corsi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, attribuendo piena validità agli eventi formativi accreditati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro a condizione, però, che vi sia corrispondenza con il programma annuale di aggiornamento professionale.

Molte materie (tra cui contabilità generale, contabilità analitica di gestione, disciplina del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, diritto del lavoro e della previdenza sociale, diritto societario e tributario, deontologia professionale e via dicendo) che caratterizzano gli obblighi formativi dei Revisori legali rientrano, infatti, tra quelle della Formazione continua dei Consulenti del Lavoro. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha perciò firmato con il Ministero dell’Economia e delle Finanze questo Protocollo d’Intesa per il riconoscimento dell’equipollenza della formazione già assolta dagli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro e per la comunicazione annuale al Mef dei dati relativi all’assolvimento dell’obbligo formativo (art. 5, commi 10 e 11 del D.Lgs. n.39/2010): al momento della comunicazione dei crediti, gli enti formativi (in questo caso gli Ordini) devono evidenziare la corrispondenza con la classificazione del programma annuale adottato annualmente dal Ragioniere Generale dello Stato, con particolare attenzione ai codici delle macro aree e a quelli degli argomenti elencati (codici interni).
I programmi formativi, corsi o altri eventi che non rispettassero questa corrispondenza, oppure la soglia minima riguardante le materie caratterizzanti, non potrebbero altrimenti essere riconosciuti.

Equipollenza Formazione

Naturalmente, l’equipollenza vale per i Consulenti del Lavoro iscritti anche al registro dei Revisori Legali che devono acquisire in ciascun anno almeno 20 crediti formativi, per un totale minimo di 60 crediti nel triennio, mediante la partecipazione a programmi formativi definiti annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il Mef, infatti, in data 28 febbraio 2018, ha pubblicato la circolare n. 6 che illustra i criteri per l’accreditamento degli enti pubblici e privati che intendono erogare la formazione valida all’assolvimento degli obblighi formativi discendenti dall’iscrizione al registro della revisione legale: è sufficiente che gli enti accreditati, a conclusione dell’attività formativa, inviino una comunicazione all’indirizzo PECregistro.revisionelegale@pec.mef.gov.it.

Storico passaggio nel campo della Formazione Professionale

«Si tratta di una intesa di primaria importanzaafferma il Presidente dell’INRL, Virgilio Baresi, fondatore e già Presidente 40 anni fa del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro – perché ha un modello di proposte che risulterà di forte impatto sia nel sistema professionale italiano sia in quello europeo, dove potremo enfatizzare la preziosa condivisione di intenti tra due categorie professionali di rilevante incidenza nel tessuto socio-economico di tutti i Paesi europei».
L’obiettivo principale è, pertanto, quello della collaborazione e della condivisione al fine di raggiungere interessi comuni finalizzati alla crescita sia dei CdL sia dei Revisori legali, con un impatto positivo sull’economia locale. È noto, in effetti, che per moltissime aziende il costo del lavoro è la voce che grava maggiormente in bilancio; questa intesa snellisce i costi rendendo utile e indispensabile il contributo dei Consulenti de Lavoro nell’attività di revisione.

La sinergia con l’Istituto Nazionale dei Revisori Legali nel campo della formazione diverrà fondamentale, a maggior ragione – come afferma il Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca – perché: «La nostra Fondazione è stata riconosciuta dal Mef quale ente formatore per i Revisori legali».

La Formazione Interprofessionale non può che portare benefici e, nel caso specifico, il ruolo già rivestito e riconosciuto dalle due organizzazioni a livello comunitario non potrà che guidarle verso positive evoluzioni nei reciproci percorsi futuri.