Segnalazioni di condotte illecite grazie all’APP WHISTLEBLOWER


Online sul sito dell’A.N.A.C. l’applicazione per le segnalazioni anonime di illecito nel pubblico impiego

L’Autorità Nazionale Anticorruzione – A.N.A.C. –  guidata da Raffaele Cantone, mette online un’applicazione in forma elettronica che dà corpo alle tutele previste dalla legge 179 del 2017.

Con questo post vogliamo informarvi del nuovo servizio, operativo dall’8 febbraio 2018, per l’acquisizione e la gestione, nel rispetto delle garanzie di riservatezza previste dalla normativa vigente, delle segnalazioni di illeciti da parte dei pubblici dipendenti.

Ricordiamo che ai fini della disciplina del “whistleblowing (strumento legale atto a segnalare tempestivamente ad una serie di soggetti quali Autorità Giudiziaria, Corte  dei  conti, Autorità Nazionale Anticorruzione, Responsabile anticorruzione all’interno del proprio Ente/Azienda, pericoli sul luogo di lavoro, frodi all’interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora), per “dipendente pubblico” si intende il dipendente delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, compreso il dipendente di un ente pubblico economico ovvero il dipendente di un ente di diritto privato sottoposto a controllo pubblico ai sensi dell’art. 2359 del codice civile.
La disciplina del whistleblowing si applica anche ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica.

Whistleblower”, cos’è?

Con l’entrata in vigore della legge 190 del 2012, l’Italia si è dotata di un sistema organico di prevenzione della corruzione che prevede, fra le misure da adottare, per l’appunto l’introduzione nel nostro ordinamento di un sistema di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti di interesse generale, non individuale, di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro: il c.d. “whistleblower” (art. 54-bis del decreto legislativo 165 del 2001),grazie al quale è possibile acquisire e gestire tramite una procedura totalmente digitalizzata tali segnalazioni di illeciti, mettendo al primo posto la massima riservatezza del whistleblower che la pone in essere.

L’aspetto principale? Il dipendente pubblico – whistleblower – che segnala condotte illecite conosciute in ragione del rapporto di lavoro non può essere, per tale motivo, sottoposto a ritorsioni o a misure organizzative con effetti negativi.

 

 

“Whistleblower”, le nuove tutele

A partire dall’entrata in esercizio del suddetto portale, è garantita la massima riservatezza esclusivamente alle segnalazioni pervenute tramite il sistema.
Per le segnalazioni inoltrate a partire dall’entrata in vigore della legge 179/2017 tramite ogni altro canale (telefono, posta elettronica, certificata e non, protocollo generale), si consiglia di inviarle nuovamente utilizzando solo e unicamente la piattaforma A.N.A.C.

 

Come funziona?

La piattaforma A.N.A.C. permette a coloro che vogliono denunciare un comportamento contrario alla legge, di accedere all’applicazione, compilando un form che consente di fornire agli uffici dell’Authority tutte le informazioni necessarie.

 

In sostanza dovrete compilare un questionario suddiviso in sezioni; tra queste:

  • l’amministrazione coinvolta;
  • la qualifica e la mansione lavorativa del segnalante;
  • la tipologia di condotta denunciata;
  • il periodo temporale;
  • i soggetti coinvolti;
  • l’eventuale beneficio economico acquisito;
  • le imprese implicate (se ve ne sono);
  • informazioni che consentano di effettuare riscontri sulla veridicità dei fatti;
  • andranno altresì allegati documenti a corredo.

 

Una volta completato il form, il dipendente pubblico riceverà un codice identificativo univoco, “key code” (è importante conservare con cura il codice identificativo univoco della segnalazione, in quanto, in caso di smarrimento, lo stesso non potrà essere recuperato o duplicato in alcun modo), che consentirà di dialogare in forma anonima con l’A.N.A.C., per seguire nei giorni successivi l’esito della procedura: è possibile aggiungere della documentazione, ricevere richieste dagli uffici dell’Autorità, nonché fare precisazioni senza rivelare la propria identità.

 

Le comunicazioni tra l’A.N.A.C. e il whistleblower saranno cifrate e non intercettabili.
Così, grazie all’utilizzo di un protocollo di crittografia che garantisce il trasferimento di dati riservati, il codice identificativo univoco ottenuto a seguito della segnalazione registrata su questo portale consente al segnalante di “dialogare” con l’A.N.A.C. in modo anonimo e spersonalizzato.

L’Autorità, qualora ritenga la segnalazione fondata nei termini chiariti dalla Determina n. 6 del 28 aprile 2015 “Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)”, in un’ottica di prevenzione della corruzione, può avviare un’interlocuzione con il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell’Amministrazione oggetto di segnalazione o disporre l’invio della segnalazione alle istituzioni competenti, quali ad esempio l’Ispettorato per la Funzione Pubblica, la Corte dei conti, l’Autorità giudiziaria, la Guardia di Finanza.

 

 

Garanzia dell’anonimato

Il nome del whistleblower è “segregato” il che significa che nessuno, all’interno dell’Authority, potrà conoscerlo liberamente. Per svelarlo, sarà necessario attivare una procedura apposita e chiedere l’accesso ad un responsabile che sarà l’unico a poter richiedere l’autorizzazione a raccogliere questa informazione.

Inoltre, nel momento in cui si invia la domanda è possibile adottare ulteriori cautele. Anzitutto, connettersi all’applicativo da casa evitando in tal modo che in ufficio, mediante la cronologia delle navigazioni, possano nascere sospetti. Non solo. Per chi volesse adottare un livello ulteriore di tutela, sarà possibile collegarsi al web tramite un browser TOR che garantisce, non solo la tutela del contenuto della trasmissione, anche l’anonimato delle transazioni tra il segnalante e l’applicazione, rendendo impossibile per il destinatario e per tutti gli intermediari nel corso della trasmissione, di avere traccia dell’indirizzo internet del mittente (per accedere tramite rete TOR è necessario dotarsi di un apposito browser, disponibile al seguente link https://www.torproject.org/projects/torbrowser.html.en).

Grazie all’utilizzo di questo protocollo, a partire dall’entrata in funzione del portale il livello di riservatezza è, dunque, aumentato rispetto alle pregresse modalità di trattamento della segnalazione.
È possibile accedere all’applicazione Whistleblower tramite il portale dei servizi A.N.A.C. al seguente link:
https://servizi.anticorruzione.it/segnalazioni/#/