Il ruolo delle Donne nella Società e nel Lavoro


Con il post di oggi intendiamo, seppur brevemente, affrontare la tematica, sempre attuale, della posizione che nella società e nel mondo del lavoro occupa la donna.

Benché il suo ruolo abbia subìto un’enorme evoluzione che, negli anni, ha permesso grandi cambiamenti in ogni settore di attività come pure nello stile di vita tuttavia, in Italia, molto vi è ancora da fare.

In passato, al centro della famiglia e dedita ai lavori più umili; oggi, nei Paesi sviluppati, a svolgere attività al pari degli uomini, presente in più o meno tutti i settori lavorativi. La donna può accedere agli studi, può ambire a cariche istituzionali.

Le donne hanno dimostrato di riuscire a conciliare, pur tra mille difficoltà, lavoro e famiglia.

Grazie anche alle nuove leggi sulle “pari opportunità”, è giunta a rivestire ruoli chiave persino nella vita politica, ponendo in evidenza capacità e competenza.

Aziende in rosa?

Lo sviluppo dell’imprenditoria femminile si inserisce nel progressivo cammino di emancipazione della donna verso una sua affermazione nel campo lavorativo e, da una analisi svolta dal Censis sul tessuto imprenditoriale femminile, emerge che le donne hanno mostrato in questi anni una capacità di resistenza maggiore rispetto agli uomini.
Non solo: sono state anche maggiormente in grado di riuscire a intercettare gli spazi di innovazione, di cambiamento e di crescita apertisi nel nuovo contesto “post-crisi”.

Rispetto al passato, c’è un cambiamento culturale importante delle donne, più propense a dedicarsi al business

Però…

È importante evidenziare che, ancora e a dispetto delle tante norme a sostegno delle donne, vi sono casi in cui emergono diversità di trattamento, sia retributivo che lavorativo.
Occorrerebbe, in tal senso, incrementare i controlli nelle aziende e contemporaneamente incentivare l’istituzione di asili nido all’interno delle stesse aziende, per permettere alle donne di conciliare lavoro e famiglia.

Le donne rivestono ora vari ruoli. Sono impiegate, sono operaie, sono dirigenti, sono imprenditrici, sono ministri.

Negli anni, come detto, gli interventi normativi contro la discriminazione tra i sessi hanno favorito le condizioni per realizzare le “pari opportunità”, tanto da arrivare alle c.d. “quote rosa”. Un risultato, questo, che dovrà fare da incentivo agli Stati nei quali ancora la donna non ha gli stessi diritti, le medesime tutele; che dovrà fare da spunto affinché ogni donna “in carriera” e, ancor più, coloro le quali rivestono un ruolo istituzionale importante, possano stimolare l’intervento degli Stati verso la valorizzazione del loro fondamentale ruolo.

Salute e Sicurezza sul lavoro: il genere fa la differenza?

La differenza di genere si riflette (ahi noi!) sui dati riferiti agli incidenti sul lavoro. Da un approfondimento sulle informazioni dell’Istat, risulta che la diminuzione degli infortuni ha interessato più la componente maschile che non quella femminile, e il dato allarmante è il forte aumento delle morti “rosa” sui luoghi di lavoro.

Per raggiungere l’ambizioso scopo di diminuirle, occorre incrementare ed ampliare le normative italiane ed europee vigenti nell’ambito della tutela della salute e sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alla situazione femminile.

Quali sono le basi legislative da cui si parte?

A partire dagli anni ’70, la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro ha evidenziato importanti differenze tra il lavoro maschile e il lavoro femminile, anche a parità di mansione o settore lavorativo. Queste differenze, aggiunte a problematiche prettamente socio-economiche, sono analizzate dalle principali istituzioni europee e mondiali che si occupano di disuguaglianze di genere.
L’Unione europea, negli ultimi decenni, ha promulgato disposizioni volte a favorire l’eguaglianza di genere nei settori dell’occupazione, ponendo particolare attenzione alle disposizioni che regolano la sicurezza sui luoghi di lavoro.

A fronte di una legge che stabilisce la tutela della salute nei luoghi di lavoro orientata al genere, le indicazioni richiamate nel D.Lgs. 81 non sempre risultano di facile applicazione: il primo ostacolo nasce dalla mancanza di metodi standardizzati che tengano conto dell’approccio di genere per valutare il rischio occupazionale.
Sebbene questa situazione stia lentamente modificandosi, ancora molti settori lavorativi presentano un’occupazione prevalentemente femminile o maschile – segregazione orizzontale – e, all’interno di uno stesso settore, spesso le mansioni affidate alle donne differiscono da quelle affidate agli uomini – segregazione verticale – con le donne maggiormente presenti in occupazioni precarie, ruoli subordinati e con retribuzione inferiore a quella maschile.
Questo fenomeno, oltre ad essere socialmente iniquo, potrebbe modificare la valutazione del rischio occupazionale.

Sui territori le prefetture promuovono, dove emergono i bisogni e le esigenze, iniziative di informazione e sensibilizzazione per combattere sul nascere la violenza di genere: formazione nelle scuole, corsi di formazione per gli operatori delle strutture sociosanitarie, per migliorare la prima accoglienza, forme di collaborazione con gli enti locali e le associazioni, per potenziare l’accoglienza e il sostegno alle vittime, task force e gruppi di lavoro per pianificare le iniziative e divulgare le best practice.

A tal proposito, venerdì 24 novembre l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Macerata ha organizzato, in occasione della presentazione dell’Annuario, una Tavola Rotonda il cui tema centrale è stato per l’appunto: “L’illustre talento femminile – La donna e il lavoro”: noi di IN-FORM oltre ad essere presenti, abbiamo sponsorizzato l’evento, in quanto tema caldo che ci sta particolarmente a cuore.

Il post di oggi intendiamo concluderlo così

E’ “violenza contro le donne” ogni atto di violenza fondato sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica alle donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà.
Così recita l’articolo 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne.