Formazione e Microimprese, una sinergia per crescere


La realtà economica italiana è costituita per lo più da microimprese, piccole realtà imprenditoriali che contribuiscono allo sviluppo del territorio e alla creazione di posti di lavoro e quindi a consolidare il tessuto economico del nostro Paese: sono oltre 4.100.000, ovvero il 95% di tutte le imprese in Italia.

Il loro trend è in fortissimo aumento: l’Italia detiene il record europeo della loro densità: sono, per così dire, gli “embrioni dell’intero sistema imprenditoriale”.

Tuttavia, la maggior parte delle microimprese presenta un profilo strategico poco articolato ma, in alcuni comparti, soprattutto della manifattura, ci sono quote rilevanti di imprese che cercano di ampliare la propria gamma di prodotti o di accedere a nuovi mercati.

Maggiori assunzioni? Sì, ma il personale risulta ancora poco qualificato

Un capitale umano adeguatamente formato determina un aumento del tasso di crescita potenziale dell’economia, con effetti benefici sulle condizioni di vita dei cittadini e sulle finanze pubbliche e, proprio per questo motivo, con il post di oggi intendiamo ribadire l’importanza e l’efficacia di una corretta e reale formazione.

Non solo. Le politiche a favore della formazione dei lavoratori hanno poi l’ulteriore effetto di prolungare la vita lavorativa perché permettono di sostituire skills obsolete con nuove e più utili capacità.
Proprio per questo motivo, quasi un terzo delle microimprese ha investito per aumentare le competenze professionali dei lavoratori
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È alto il ricorso a corsi di formazione sia interni sia esterni all’impresa. Lo strumento della formazione è più utilizzato dalle imprese del terziario e da quelle residenti nel Nord.
Tutto ciò suggerisce un nuovo potenziale rafforzamento e ampliamento, oltre che una maggiore articolazione del ruolo dei Fondi interprofessionali, nella prospettiva di una virtuosa integrazione tra il mercato del lavoro e la formazione.

Detto ciò, sussistono diverse difficoltà per le microimprese nel poter accedere alla Formazione; due in particolare:

  • economiche: essendo molto piccole e poco strutturate, spesso non hanno informazioni utili, i necessari contatti, trovando perciò difficoltà nel muoversi nelle procedure della formazione finanziata;
  • organizzative: le microimprese hanno un numero di dipendenti inferiore alle 10 unità, cosicché se una parte o tutti i dipendenti sono occupati in corsi…il lavoro chi lo svolge?

Tuttavia, oggi la formazione professionale non è più un costo bensì un investimento!

L’articolo 118 della Legge 388 del 2000 prevede che le parti sociali possano costituire dei Fondi Paritetici Interprofessionali, strumento per eccellenza per sostenere la progettazione di percorsi formativi efficaci e dinamici, basati sulla effettiva domanda di formazione delle imprese, nei settori e nei territori, finalizzati alla preparazione, anche per coloro che già lavorano, ai nuovi mestieri e al cambiamento individuando le abilità e le conoscenze di mestiere, ma anche le competenze che arricchiscono la prestazione lavorativa.
I Fondi non sono nient’altro che organismi di natura associativa promossi e costituiti dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali e finalizzati alla promozione ed al finanziamento di attività di formazione, informazione, addestramento ed aggiornamento continuo dei lavoratori occupati nei vari settori economici interessati.
Sempre secondo quanto previsto dalla già richiamata Legge n. 388 del 2000, le imprese possono pertanto destinare la quota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS (il cosiddetto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali, attraverso il modello Uniemens.
I datori di lavoro possono aderire ad un secondo fondo esclusivamente per la formazione dei propri dirigenti, scegliendo tra i Fondi costituiti per tale scopo.

Il sistema dei Fondi Interprofessionali in Italia risponde ad un’esigenza di crescita: non più soltanto erogatori di risorse finanziarie per la formazione continua, ma promotori di una cultura del “long life learning. In questa nuova ottica, sono chiamati non solo ad incrementare nuove competenze, ma anche a trasformare il sistema di formazione da rendicontativa a modello che sviluppa il sapere dinamico.

I Fondi si caratterizzano per:

  • settore economico di appartenenza degli aderenti;
  • ampliamento delle competenze trasversali, ovvero conoscenze, abilità e qualità che portiamo poi con noi nelle varie esperienze professionali e che, mano a mano arricchiamo.

I Fondi finanziano piani formativi aziendali, piani formativi individuali nonché ulteriori attività propedeutiche o comunque connesse alle iniziative formative.
I Fondi Paritetici Interprofessionali emanano periodicamente delle comunicazioni (Avvisi pubblici, Bandi, ecc.) con cui si invitano le imprese o aziende a presentare i propri Piani formativi.

Lavorando oramai da anni con il Fondo FonARCom, abbiamo constatato l’efficacia del sistema del finanziamento, un sistema ben strutturato, efficiente anche per quelle “piccole” realtà, le microimprese per l’appunto, che hanno difficoltà nell’accedere al credito.
FonARCom si rivolge alle imprese italiane operanti in qualsiasi settore, occupandosi dei temi della prevenzione, salute, cultura e sicurezza sul lavoro, (obbligatoria per tutte le imprese e disciplinata dal Testo Unico con Decreto Legislativo 81/2008, ricordandovi che in caso di infortunio oltre ai rischi pecuniari ci sono anche implicazioni penali), dell’innovazione e nuove tecnologie, dei processi di internazionalizzazione e confronto con i nuovi scenari della globalizzazione, ampliando così via via la gamma dei corsi.

Per concludere, quali vantaggi traggono le microimprese dalla Formazione Finanziata?

I Fondi rispondono alle esigenze delle aziende di progettare e strutturare una formazione ad hoc tagliata sull’esigenza dell’impresa, sia per quel che riguarda gli argomenti e gli strumenti sia per l’organizzazione logistica e temporale dei corsi richiesti: l’azienda realizza quindi il corso al suo interno, stabilisce giornate ed orari del percorso formativo e definisce argomenti specifici legati strettamente alle esigenze aziendali.

La Formazione Continua è dunque finalizzata all’adeguamento ed allo sviluppo delle conoscenze e competenze professionali, in relazione ai mutamenti del mondo del lavoro che comprende la totalità dei processi di apprendimento, in cui si sviluppano le proprie capacità, si ampliano le conoscenze, si migliorano ed orientano le qualifiche professionali per soddisfare le necessità e quelle del contesto sociale in cui si trovano e i Fondi Interprofessionali rappresentano oramai il canale più significativo per la formazione.

E dal punto di vista economico?

Zero costi per l’impresa! Dipendenti competenti e più motivati!

Acquisire sempre nuove competenze è oggi fondamentale per il successo di un’azienda.
La formazione professionale è uno strumento indispensabile per aggiornare, migliorare e potenziare le risorse umane: la Formazione è un valore per tutti; un’opportunità di sviluppo per le imprese di ogni dimensione e settore, ed una garanzia di crescita sicura per gli occupati.