Bonus assunzioni Giovani 2018, tutti gli incentivi


Sgravi dal 50% al 100% per le imprese

Il nuovo bonus giovani, introdotto con la Legge di Bilancio 2018, consiste in uno sgravio contributivo INPS pari al 50% dei contributi fino a 3000 euro annui, per 3 anni, per le assunzioni a tempo indeterminato o le stabilizzazioni di lavoro flessibile di giovani fino a 30 anni (35 anni per il 2018).
Confermati l’esonero contributivo al 100% previsto per gli studenti che, presso il datore di lavoro che li assume, hanno svolto periodi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato, l’incentivo occupazione giovani (assunzioni di giovani non studenti Neet under 30 iscritti a Garanzia giovani) e l’incentivo occupazione Sud.
Le misure sono cumulabili, pertanto in molti casi le aziende possono beneficiare di tre anni di agevolazioni sui contributi previdenziali.
Approvata anche la norma anti-licenziamenti.

Vediamo nel dettaglio

Dedichiamoci a come funziona il Bonus assunzioni Giovani 2018 in base al testo della Legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018, pubblicata in “Gazzetta Ufficiale” del 29 dicembre 2017).

Sgravio contributivo INPS al 50%: in quali casi si applica?

  • La legge prevede che ai datori di lavoro privati che,a decorrere dal 1° gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 23, è riconosciuto l’esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua, ripartito e applicato su base mensile per 36 mensilità.
  • Lo sgravio contributivo può essere richiesto con riferimento ai soggetti che, alla data dell’assunzione,non abbiano compiuto 30 anni (35 per le assunzioni entro il 31.12.2018) e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro, fatto salvo quanto previsto dal comma 103.
  • E’ stabilita la portabilità dello sgravio, nel senso che se il contratto si interrompe prima che siano stati fruiti tutti i 36 mesi con decontribuzione al 50%, le mensilità residue possono essere utilizzate anche da altro datore di lavoro che assuma nuovamente lo stesso lavoratore. In questo caso, non è neppure più richiesto il requisito anagrafico del lavoratore alla data della nuova assunzione.

 

Quali sono le condizioni?

L’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva.

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la stessa qualifica del lavoratore assunto con l’esonero contributivo, effettuato nei sei mesi successivi alla predetta assunzione, comporta la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.

Il bonus del 50%, per un massimo di 3000 euro, spetta per la stabilizzazione a tempo indeterminato di un apprendistato a patto che l’apprendista non abbia più di 30 anni alla data della conversione. In questo caso, l’esonero spetta per 12 mesi oltre i normali benefici di 12 mesi previsti per la prosecuzione dell’apprendistato.

Il bonus giovani 2018 spetta anche per le trasformazioni di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, sempre nei limiti di età previsti dalla norma ovvero 35 anni per il 2018, 30 anni dal 2019.

Sgravio contributivo INPS al 100%: in quali casi si applica?

L’esonero è totale (100%) dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, fermi restando il limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua e il previsto requisito anagrafico, per i datori di lavoro privati che assumono, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio:

  • studenti che con il datore di lavoro che li assume hanno svolto periodi di alternanza scuola-lavoro, pari ad almeno il 30% delle ore di alternanza;
  • studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale,il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

Per queste categorie l’incentivo diventa strutturale, ovvero si applica a partire dal 1° gennaio 2018 senza alcun termine temporale per le assunzioni.

  • Sgravio del 100% per gli over 35(se disoccupati da più di sei mesi) nelle otto regioni meridionali (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) per una durata di 12 mesi.

 

Introdotta una clausola anti-licenziamenti, secondo la quale l’impresa perde lo sgravio contributivo se licenzia nei sei mesi precedenti lavoratori attivi nella stessa unità produttiva.

Il Bonus lavoro Giovani 2018 spetta a patto che alla data di assunzione il datore di lavoro sia in regola con i principi generali di fruizione degli incentivi – art. 31 D. Lgs 150/2015 (es. DURC regolare, rispetto dei CCNL, diritto di precedenza, ecc…).

 

A chi non si applica?

  • Ai rapporti di lavoro domestico
  • Ai rapporti di apprendistato

Per queste due categorie, gli esoneri dal versamento dei contributi previdenziali non sono cumulabili con altri sgravi contributivi, limitatamente al periodo di applicazione degli stessi.

Qualche previsione per concludere…

La relazione tecnica del Governo stima che le misure potranno portare un miglioramento dell’occupazione giovanile; in particolare:

  • 350 mila nuovi contratti a tempo indeterminato nel 2018 per giovani sotto i 35 anni;
  • trasformazione di 53 mila contratti di apprendistato;
  • assunzione di 18.900 giovani post alternanza scuola-lavoro.

Lo speriamo!

 

Concludendo, nel complesso si prevedono minori entrate contributive nette per il Fisco, pari a poco meno di 3 miliardi nel triennio 2018-2020.