Legge di Bilancio 2018: credito d’imposta al 50% per la Formazione 4.0


Nel nutrito pacchetto di misure previste nella Legge di Bilancio, c’è anche l’introduzione del credito d’imposta sulla Formazione 4.0, una delle misure che riguardano il Piano Industria 4.0, elemento centrale del piano per l’innovazione proposto dal Governo attraverso gli incentivi previsti dalle norme.
Infatti, fra gli obiettivi del Ddl approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 ottobre c’è quello di promuovere il lavoro e la Legge di Bilancio 2018 contribuisce in tal senso in modo significativo, rispondendo coerentemente a questa logica.

Nei prossimi tre anni sono circa venti i miliardi di euro messi a disposizione del mondo industriale che ha la possibilità di rinnovarsi in modo organico, da un punto di vista produttivo e organizzativo.

Cosa offre il Piano alle aziende?

La novità riguarda il supersconto per i costi sostenuti dalle imprese per la formazione 4.0.

Per stimolare le imprese ad accrescere le competenze professionali dei propri dipendenti, la Legge di Bilancio 2018 introduce un nuovo credito d’imposta triennale (2018-2020) per le attività di formazione dirette ad acquisire e consolidare le conoscenze tecnologiche previste dal Piano nazionale Impresa 4.0: si tratta di un incentivo pari al 50% del costo del personale dipendente impegnato nei corsi di formazione (quindi si tiene conto del costo aziendale relativo alla forza lavoro impegnata in attività formativa, nonché esclusivamente al periodo in cui tale attività formativa si svolge) in determinati ambiti e su particolari tecnologie, purché l’impresa abbia complessivamente sostenuto un numero di ore di formazione nell’anno in corso superiore alla media delle ore di formazione sostenute nel triennio 2015-2017.
Il credito d’imposta massimo concedibile per impresa beneficiaria è pari a euro 300.000 per periodo d’imposta.

Il bonus, è attribuibile a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, forma giuridica, dal settore economico in cui operano o ubicazione. Il credito è compensabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui siano state sostenute le spese.
In base alla Legge di Bilancio 2018 non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 4, del TUIR relativi alla valutazione dei titoli e alla determinazione dei redditi degli enti religiosi.

Il credito d’imposta relativo all’attività di formazione 4.0 è utilizzabile solo in compensazione per cui non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni.
Il credito d’imposta per attività di formazione 4.0 rivolta ai dipendenti può essere oggetto di recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate qualora venga accertata un’indebita fruizione. I controlli saranno svolti partendo dalla documentazione contabile certificata ed allegata al bilancio redatta dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. Nel caso in cui le imprese non siano soggette a revisione legale dei conti e siano prive di un collegio sindacale, dovranno avvalersi di una società di revisione legale dei conti, iscritti nell’apposito registro.

Quanto appena detto in tema di controllo non vale per le imprese con bilancio certificato.

Per poter godere dell’agevolazione fiscale è necessario che le attività di formazione siano pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Quali sono le attività di formazione ammesse all’incentivo?

L’incentivo fiscale per le imprese che investono nella formazione dei lavoratori sulle attività previste dai contratti aziendali o territoriali, riguarda solo il costo aziendale del personale per il periodo in cui viene occupato in attività di formazione applicate in determinati ambiti quali: vendita e marketing; informatica e tecnologie di produzione, nello specifico:

  • big data analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva;
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

In ogni caso l’ambito di applicazione nelle attività di formazione ammissibili saranno elencati in un allegato alla Legge di Bilancio 2018 approvata.

Confermati i superammortamenti per i macchinari, però più bassi: i bonus scendono dal 140% al 130%. Nessuna modifica per l’iperammortamento del 250%. E’ inoltre prorogata la “Nuova Sabatini”: per finanziare l’acquisto agevolato di macchinari industriali ci sono 55 milioni in più nel 2018, 110 dal 2019 al 2022 e 55 per il 2023. Il 30% delle risorse andrà alla concessione per i finanziamenti a Industria 4.0.

Confermato l’inserimento del credito di imposta del Fondo per la crescita delle Pmi del Sud con una dotazione di 150 milioni a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione.

L’obiettivo? Formare i lavoratori per Industria 4.0

Con l’introduzione del credito d’imposta si intende stimolare le imprese ad essere competitive nel prossimo futuro. Come? Le imprese dovranno investire nelle competenze dei propri addetti. La quarta rivoluzione, infatti, trasformerà radicalmente il modo di lavorare, generando rischi di obsolescenza di alcune professioni; ma al tempo stesso creerà nuove opportunità occupazionali legate a nuove figure professionali.

Le imprese italiane avranno quindi bisogno di allineare le competenze dei propri lavoratori per garantire e incrementare la propria competitività e per rafforzare l’occupazione.

Per cui le aziende italiane, devono trasformarsi ed innovarsi, nella consapevolezza che al di là di tecnologie e processi sono le persone, con le loro competenze, che possono far vincere le sfide legate alla quarta rivoluzione digitale.

Conclusioni

Per il Governo la formazione è una leva fondamentale affinché le imprese possano vincere le sfide legate al nuovo mercato attraverso la riqualificazione e lo sviluppo delle competenze strategiche dei propri addetti.

Per le imprese e l’industria 4.0 è stato inserito nella manovra un pacchetto complessivo di misure che secondo il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, raggiunge il valore di 10 miliardi di euro: «Finanziamenti a sostegno delle imprese che investiranno in innovazione, ricerca e formazione negli ambiti e nelle tecnologie che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale».

La natura delle misure previste (in prevalenza incentivi fiscali e crediti d’imposta) afferma il Ministro Calenda: «Consentirà di anticipare e concentrare gli effetti sull’economia reale nel corso del 2018 mentre le uscite di finanza pubblica saranno successive, a partire dal 2019 in linea con gli adempimenti fiscali ed i piani di ammortamento delle imprese».

È stato inoltre istituito il “Fondo per il capitale immateriale, la competitività e la produttività” al fine di accrescere la competitività del sistema economico in chiave 4.0, le cui priorità saranno: finanziare i progetti di ricerca e innovazione e favorire il trasferimento dei risultati dei progetti verso il sistema produttivo.