Tutela del lavoro autonomo


Legge 22 maggio 2017, n. 81

 

L’atto legislativo si compone di due insiemi di norme, volte da un lato, ad introdurre un sistema di interventi teso ad assicurare un rafforzamento delle tutele sul piano economico e sociale per i lavoratori autonomi che svolgono la loro attività in forma non imprenditoriale e, dall’altro, a sviluppare, all’interno dei rapporti di lavoro subordinato, modalità flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative, allo scopo di promuovere la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Passiamo all’esame delle principali novità del provvedimento:

 

Clausole relative a modifiche unilaterali, recesso e termini di pagamento

  • Sono abusive e prive d’effetto le clausole che: attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto; nel caso di contratto che prevede una prestazione continuativa, di recedere da esso senza congruo preavviso; quelle in cui le parti concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni; rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta.

Atti pubblici affidati a professionisti

 

  • Il Governo entro 12 mesi dovrà individuare le categorie di atti pubblici che potranno essere affidati a professionisti purché vengano rispettati i principi di terzietà, tutela dei dati personali e non vi siano conflitti di interesse.

Prestazioni sociali aggiuntive

  • Il Governo è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge in esame, al fine di rafforzare le prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei professionisti iscritti agli ordini o ai collegi, uno o più decreti legislativi nel rispetto del seguente principio e criterio direttivo: abilitazione degli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, ad attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, anche altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che hanno subìto una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie.

Estensione della c.d. DIS-COLL

  • A decorrere dal 1° luglio 2017, la DIS-COLL (prestazione di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015) diventa strutturale ed è riconosciuta nella forma di un’aliquota contributiva pari allo 0,51%, oltre ai soggetti di cui al comma 1, dell’art. 15 d.lgs. 4 marzo 2015 n.22, anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla stessa data.

 

Congedo parentale

  • A decorrere dal 1° gennaio 2017, viene riconosciuto il diritto ad un trattamento economico per congedo parentale, per un periodo massimo di 6 mesi entro i primi tre anni di vita del bambino, alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, tenuti al versamento della contribuzione maggiorata. I trattamenti economici eventualmente fruiti in altra gestione o cassa previdenziale non possono complessivamente superare il limite di sei mesi.

 

Deducibilità delle spese per formazione e aggiornamento professionale

 

  • E’ prevista l’integrale deducibilità, entro il limite annuo di 10.000 euro, delle spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente. Sono, altresì, integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

 

Sicurezza del lavoro e salute preso gli studi professionali

 

  • Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali.

Appalti per prestazioni di servizi e consulenza

 

  • Le amministrazioni pubbliche devono promuovere la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi o ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca, in particolare favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche, anche attraverso gli sportelli dedicati al lavoro autonomo, e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.
    A tal fine è riconosciuta ai professionisti, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità di:
    – costituire reti di esercenti la professione e di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste (ex art. 3, commi 4-ter e ss., del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33) con accesso alle relative provvidenze;
    – costruire consorzi stabili professionali;
    – costituire associazioni temporanee professionali(ex art. 48 Codice degli appalti – D.lgs. n. 50/2016).

 

Tutela della maternità e della paternità

 

  • All’articolo 64 del testo unico sulla tutela e sostegno della maternità e della paternità è stato aggiunto il seguente periodo: “a prescindere, per quanto concerne l’indennità di maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre mesi successivi, dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa”. Tale previsione viene senz’altro incontro alle esigenze delle lavoratrici autonome, costrette, nei periodi di astensione obbligatoria, a non emettere fattura pena la perdita dell’indennità di maternità.

 

Gravidanza, malattia e infortunio del lavoratore autonomo

  • Si prevede che la gravidanza, la malattia e l’infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non determinino l’estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare.
    Si prevede, altresì, in caso di maternità e previo consenso del committente, la possibilità di sostituzione delle lavoratrici autonome da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia delle lavoratrici stesse, in possesso dei necessari requisiti professionali, nonché dei soci, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.
    Infine, in caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi resta sospeso per l’intera durata della malattia o dell’infortunio, fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione.

 

Lavoro agile (“smart working”)

  • Lavoro agile, o “smart working”, inteso non come nuova tipologia contrattuale, ma come particolare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa subordinata stabilita dalle parti, basata sulla flessibilità di orari e di sede e caratterizzata, principalmente, da una maggior utilizzo degli strumenti informatici e telematici, nonché dall’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti anche al di fuori dei locali aziendali. La prestazione lavorativa, precisa la norma, può essere eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

L’accordo relativo alla modalità di lavoro agile è stipulato per iscritto ed individua i tempi di riposo del lavoratore (c.d. diritto alla disconnessione) nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.
Il lavoratore ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi nazionali e aziendali, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.
http://www.altalex.com/documents/leggi/2017/03/14/in-arrivo-il-jobs-act-per-il-lavoro-autonomo