Modifiche per funzioni e compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco


L’8 luglio è entrato in vigore il decreto volto a migliorare la prevenzione incendi

 

Il nuovo articolato si correla al D. Lgs. 81/2008 nell’ambito della diffusione della cultura sulla sicurezza.

Con il post di oggi parleremo di un Corpo nazionale, quello dei Vigili del Fuoco che, con risorse limitate e per uno stipendio modesto, sono chiamati sempre a intervenire in situazioni ad alto rischio.

Quando c’è un’emergenza, i Vigili del Fuoco sono sempre tra i primi ad arrivare. Ce li ricordiamo dopo il terremoto che sconvolse il centro Italia lo scorso agosto o dopo ogni tragedia che ha colpito il nostro Paese. Anche in questi ultimi giorni, instancabili, sono impegnati per domare le fiamme che stanno divorando l’Italia.
Sui social network sono state diffuse alcune foto di pompieri, sfiniti, sdraiati per cercare di riposare dopo ore e ore di lavoro ininterrotto.

“Soccorrere gli altri è la migliore delle attività” Tenzin Gyatso (Dalai Lama)

 

Le principali novità? Ecco una breve sintesi del D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 97

 

Il testo procede alla revisione e al riassetto delle strutture organizzative del Corpo, ne disciplina le funzioni e i compiti in materia di soccorso pubblico, prevenzione incendi, difesa civile e incendi boschivi e modifica l’ordinamento del personale per gli aspetti non demandati alla contrattazione collettiva nazionale, in modo da assicurarne l’unitaria coerenza giuridica e nell’ottica di una valorizzazione delle qualità professionali del relativo personale.

 

Perché formare? Per migliorare i servizi

 

Nell’ambito del rafforzamento del sistema del soccorso pubblico è valorizzata l’attività di formazione anche allo scopo di migliorare i servizi resi alla cittadinanza.

Le politiche di formazione riguardano le materie di cui all’articolo 1 e comprendono la diffusione della cultura sulla sicurezza nelle medesime materie.
Le attività formative, promosse attraverso seminari, convegni, cicli di formazione, collegamenti con le istituzioni, le strutture scolastiche e universitarie, anche internazionali, e la comunità scientifica, avviene attraverso il Corpo nazionale
.

Le attività formative comprendono, l’addestramento, l’aggiornamento e il rilascio delle relative attestazioni e abilitazioni, anche in favore del personale del Corpo nazionale.

In relazione alle esigenze connesse all’espletamento delle attività in materia di prevenzione incendi, da parte dei tecnici dipendenti delle amministrazioni dello Stato, delle altre amministrazioni pubbliche, dei liberi professionisti e di ogni altro soggetto interessato, sono definiti, anche attraverso apposite convenzioni, i contenuti e le modalità per lo svolgimento, a pagamento, dell’attività formativa ed addestrativa in materia.

 

Perché formare? Per una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro

 

Il Corpo nazionale assicura le attività formative anche in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e, in particolare, nei riguardi:

  • Dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione;
  • Del personale addetto ai servizi di sicurezza nei luoghi di lavoro, e dei lavoratori addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi;
  • Del datore di lavoro che non abbia provveduto ad indicare i responsabili e gli addetti ai servizi.

Ai lavoratori designati dai datori di lavoro, che hanno partecipato ai corsi di formazione svolti dal Corpo nazionale o da enti pubblici e privati, è rilasciato, previo superamento di prova tecnica, un attestato di idoneità. Con decreto del Ministro dell’interno sono determinate le modalità della separazione delle funzioni di formazione da quelle di attestazione di idoneità.

Il Corpo nazionale svolge, su richiesta degli interessati e con oneri a carico dei medesimi, le seguenti attività nelle materie di specifica competenza:

  1. a) formazione, addestramento e aggiornamento del personale e dei volontari di protezione civile, compreso il rilascio delle relative attestazioni;
  2. b) formazione, addestramento e aggiornamento del personale e dei volontari antincendio boschivo, compreso il rilascio delle relative attestazioni;
  3. c) formazione di alta specializzazione.

 

Ulteriori dettagli per le attività formative

 

Si tratta, per quanto riguarda la formazione dei corsi per gli addetti antincendio per le attività a rischio basso (4 ore), a rischio medio (8 ore) e a rischio elevato (16 ore).
Solo per il corso a rischio elevato, che può essere svolto anche da soggetti privati, vige la prassi di svolgere, anche il solo esame finale presso un Comando dei Vigili del fuoco che ne emettono le relative attestazioni.

Il nuovo comma 5 del nuovo decreto 97/2017 si richiama, probabilmente, a questi aspetti la cui definizione viene demandata ad un successivo Decreto ministeriale in cui saranno “determinate le modalità della separazione delle funzioni di formazione da quelle di attestazione di idoneità”.