In G.U. le nuove disposizioni per l’esercizio dell’attività di “compro oro”


Al fine di attuare un sistema di tracciabilità della compravendita e permuta degli oggetti preziosi usati e prevenzione al riciclaggio è stato emanato un il D.lgs. 92/2017, rivolto a tutti gli “operatori compro oro”, le “gioiellerie” ed i “produttori di oro”.

Il decreto introduce una disciplina ad hoc per una tipologia di attività commerciale attorno alla quale non di rado gravitano interessi di operatori non professionali e organizzazioni legate al riciclaggio di denaro e al reimpiego di proventi di attività illecite.

Vediamo quali sono le principali novità introdotte dal decreto, entrato in vigore il 5 luglio:

 

  • Definizione dell’attività di “compro oro”: attività commerciale consistente nel compimento di operazioni di compro oro, esercitata sia in via primaria sia in via secondaria rispetto all’attività prevalente;
  • Istituzione di un registro degli operatori compro oro professionali (obbligatorio per gli operatori diversi dalle banche):
  • L’esercizio dell’attività di compro oro è riservato ai soli operatori iscritti nel registro sopra citato istituito presso l’OAM (Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi);
  • Per potersi iscrivere nel registro l’operatore deve essere in possesso della licenza per l’attività in materia di oggetti preziosi di cui all’art. 127 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza.
  • Obblighi di identificazione della clientela: prima di eseguire l’operazione l’operatore deve identificare il cliente in base alla normativa antiriciclaggio;
  • Abbassata la soglia per l’uso del denaro contante da 1.000 a 500 euro: le operazioni di importo pari o superiore a €500 possono essere eseguite esclusivamente con mezzi di pagamento diversi dal denaro contante, che garantiscano la tracciabilità dell’operazione e la sua univoca riconducibilità al disponente;
  • Tracciabilità delle operazioni di acquisto e vendita dell’oro:
  • Gli operatori sono obbligati ad utilizzare un conto corrente dedicato in via esclusiva a tale tipologia di transazioni finanziarie;
  • Per ogni operazione di compro oro effettuata occorre compilare una scheda numerataprogressivamente indicante una serie di elementi, tra cui: i dati identificativi del cliente, il prezzo pagato e il mezzo di pagamento, la descrizione sintetica dell’oggetto prezioso, la quotazione dell’oro e dei metalli preziosi contenuti nell’oggetto, due fotografie dell’oggetto prezioso ecc.;
  • A compravendita avvenuta gli operatori rilasciano al cliente una ricevuta riepilogativa delle informazioni sopra elencate.
  • Obblighi di conservazione: i dati identificativi dei clienti, le schede numerate e copia della ricevuta riepilogativa saranno conservati per 10 anni;
  • Obbligo di segnalazione delle operazioni sospette: gli operatori compro oro sono tenuti ad inviare all’UIF le segnalazioni di operazioni sospette secondo le norme in tema di antiriciclaggio (decreto legislativo n. 231/2007, nel testo modificato dal decreto legislativo n. 90/2017;
  • Sanzioni: è previsto un apposito apparato sanzionatorio per lo svolgimento abusivo dell’attività e per l’inosservanza degli obblighi stabiliti dal decreto:
  • L’esercizio dell’attività di compro oro in assenza dell’iscrizione all’apposito registroè punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da 2.000 a 10.000 euro;
  • L’inosservanza degli obblighi di comunicazione all’OAMè punita con la sanzione amministrativa pecuniaria di €500 (in caso di violazioni gravi, ripetute o sistematiche, la sanzione è triplicata; se la comunicazione avviene nei 30 gg. successivi dalla scadenza dei termini prescritti, la sanzione è ridotta a €500: il procedimento sanzionatorio è attribuito alla competenza dell’OAM;
  • Per l’omessa identificazione della clientelaed il superamento del limite di €500 euro per l’uso di denaro contante è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 10.000 euro;
  • La medesima sanzione si applica in caso di omessa conservazione dei dati, dei documenti e delle informazioni prescritti;
  • L’omessa o tardiva segnalazione di operazione sospetta è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.
  • Controlli e procedimento sanzionatorio: i poteri di controllo sono affidati in via principale alla Guardia di Finanza; le sanzioni amministrative pecuniarie sono irrogate con decreto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e il relativo procedimento sanzionatorio è regolato dalla Legge n. 689/1981. Qualora si accerti l’esistenza di due violazioni commesse nel triennio, la Guardia di finanza propone al Ministero, quale sanzione accessoria, la sospensione dell’esercizio dell’attività da 15 giorni a 3 mesi; l’inosservanza del provvedimento di sospensione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 30.000 euro.

La rivoluzione dei compro oro

 

La nuova normativa impone quindi ai titolari delle attività di compro oro precisi obblighi finalizzati a garantire la piena tracciabilità della compravendita e permuta di oggetti preziosi e a prevenirne l’utilizzo illecito.
Per quanto concerne la tracciabilità dei clienti sussistono chiaramente anche finalità fiscali.