Antiriciclaggio 2017 – Le novità del decreto di recepimento della quarta direttiva


Il decreto legislativo su antiriciclaggio e contrasto al finanziamento delle attività terroristiche è stato approvato in via definitiva con l’obiettivo di far aderire le leggi nazionali alla direttiva (UE) 2015/849 (la IV del settore).

 

La direttiva amplia le misure volte a prevenire il riciclaggio, disponendo importanti modifiche per soggetti quali professionisti, banche, assicurazioni, poste, intermediari del risparmio, compro oro, che dal 4 luglio 2017, data di entrata in vigore, saranno obbligati all’osservanza di specifici obblighi di verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo all’ unità di informazione finanziaria (UIF) che provvede alla relativa analisi.

L’approfondimento investigativo delle segnalazioni è effettuato dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza.

 

Principali novità

Il Governo italiano è stato delegato ad emanare decreti legislativi per l’attuazione della direttiva.

Tra le novità introdotte dalla normativa italiana di recepimento della IV direttiva si segnala:

  • Un nuovo modello di approccio al rischio di riciclaggio, in base al quale le misure volte a prevenire o mitigare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo devono essere proporzionali ai rischi effettivamente individuati. Il Comitato di sicurezza finanziaria presso il Ministero dell’economia e delle finanze è l’organismo responsabile dell’elaborazione degli indirizzi strategici in materia di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e dell’analisi nazionale dei relativi rischi;

 

  • Un registro centrale dei titolari effettivi per i trust, le società e i gruppi societari e gli enti, allo scopo di accrescere la trasparenza e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, con la previsione della centralizzazione, in un’apposita sezione del Registro delle imprese, delle informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti fiscali;

 

  • L’obbligo di conservazione dei dati previsti e raccolti, per garantire la completa e tempestiva accessibilità agli stessi;

 

  • Controlli specifici sulle piattaforme di moneta elettronica e sugli strumenti di pagamento anonimi prepagati, con nuovi obblighi e limiti all’utilizzo;

 

 

  • Graduazione delle sanzioni amministrative rispetto a determinati parametri con un sistema di misure graduato in funzione della gravità delle violazioni;

 

  • Principio del “Favor Rei” secondo cui nessuno può essere sanzionato, sia a livello penale che amministrativo, per un fatto che, alla data di entrata in vigore del decreto, non costituisce più illecito.

 

La disciplina penalistica rimane, invece, invariata. I reati in questione continuano infatti ad essere regolati dal codice penale agli artt. 648 bis, 648 ter e 648 ter1.

Data la vastità dell’argomento vi invito a scaricare gratuitamente l’eBook nel quale viene analizzato il decreto in esame.